Il progetto

Shaula II viene commissionata nei primi anni sessanta da un imprenditore di Torino ai cantieri Cozzani di La Spezia. Il nome originale è Kim, il progetto della STIAN, società di La Spezia fondata da Franco Anselmi Boretti Alberto Landini, Carlo Sciarrelli, Imero Gobbato, Ugo Faggioni, Fabio Peterlin, Bloemhart e reca le firme di W. Bloemhart (linee d’acqua); Franco Harrauer (piano velico, strutture ed armamento); Ugo Faggioni (sviluppo e sorveglianza lavori).

Il committente fallisce quando la barca è ancora in costruzione. Mancano ancor alcune fasce, parte degli interni e impiantistica. La barca viene coinvolta nel fallimento e solo 5 anni dopo i fratelli Cozzani, Emilio e Giulio, ne rientrano in possesso e la mettono in vendita.

Nel periodo 1960/65 ero a La Spezia presso la STIAN, società di Boretti Landini, Sciarrelli, Gobbato, Faggioni, Peterlin, Bloemhart, a progettare imbarcazioni a vela e a motore, tipo motorsailer e motoryacht. Lo studio era ubicato in un appartamento di via Chiodo, sotto i portici. Quarant’anni fa il disegno navale era molto differente da oggi, non esistevano i computer e si eseguivano i calcoli con monumentali regoli, oppure con rumorose calcolatrici. Unico ausilio era un planimetro Salmoiraghi con il quale seguire le curve delle ordinate di calcolo per la determinazione dei volumi e dei dislocamenti. Il disegno non era meno faticoso del calcolo, dovendo tracciare le curve con l’inchiostro di china mediante un flessibile di legno di ciliegio, tenuto fermo sul tavolo da disegno da una serie di piombi dal peso di circa mezzo chilo ciascuno.

Franco Harrauer

Gli anni '70

Siamo alla fine degli anni 60. Un imprenditore lombardo sta cercando una barca, la vede e se ne innamora, la compra. Vengono apportate alcune modifiche agli interni, soprattutto alla zona sovrastante il motore. Viene sacrificato l’enorme bagno e un’angolo della cabina di poppa, in quello spazio viene ricavato un piccolo bagno e la cucina. Al posto della cucina un adeguato tavolo da carteggio e la strumentazione, incluso un imponente apparato radio Sailor con SSB.

Nel 1973, finalmente la barca viene varata.

Gli anni '90

Nel 1994 a barca viene ceduta ad un imprenditore di Bergamo che la farà ristrutturare completamente, modificando l’aspetto delle cabine, della dinette e della timoneria, portandola a poppa rispetto alla sua iniziale posizione, addossata alla tuga, per ottenere maggiore indipendenza e separazione del timoniere rispetto all’equipaggio. Viene sostituito il motore. In questo periodo Shaula II sarà inclusa fra le barche d’epoca (AIVE) e parteciperà, con successo, alle regate organizzate dalla stessa Associazione Internazionale.

Nel 1998 cambia di nuovo proprietario e naviga in lungo e in largo nel mediterraneo.

Nel 2005 viene portata sul Lago Maggiore per farne una sorta di casa galleggiante.

L'ultimo restauro

Nel 2008, viene scoperta dagli attuali proprietari sul Lago Maggiore presso la nautica Lavazza. Nonostante gli anni di incuria, le potenzialità della barca e la sua eleganza erano evidenti, e all’inizio del 2009 cominciano i lavori di restauro. Durante i lavori la barca è stata completamente smontata, svuotata e ricostruita e inizia a veleggiare sul lago.

Nell’estate 2017 viene riportata a terra per una verniciatura completa dello scafo e dell’albero e successivamente trasferita al mare.